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EURASIA:

IL 28° FESTIVAL MUSICALE

DEL MEDITERRANEO

 

Sabato 31 agosto si apre a Genova la 28° edizione del Festival Musicale del Mediterraneo, tra i più interessanti in Europa per storicità e qualità delle proposte con tante prime nazionali ed europee.

Quest'anno il Festival conta una ventina di appuntamenti tra concerti, workshop e incontri con gli artisti, sempre ideato, coordinato e diretto da Davide Ferrari, volto conosciuto anche su un altro fronte, quello della musicoterapia.

Nell'edizione 2019 del Festival Musicale del Mediterraneo l'area geografica su cui insiste il calendario eventi è l'Eurasia.

Un agglomerato inteso non solo come la definizione ottocentesca di C.G. Reuschle (Handbuch der Geographie) per indicare l’insieme dell’Europa e dell’Asia giustificata dal fatto che queste due parti del mondo, oltre alla conformazione tale da apparire come un’unica massa continentale, hanno in comune alcuni lineamenti fisici essenziali, ma altresì a livello concettuale come una geografia di persone, di scambi, di idee. Dai cenni storiografici e culturali, in realtà, si devia presto arrivando a un excursus contemporaneo e a un reale ponte culturale tra le diverse etnie, credenze e forme espressive.

Un viaggio senza confini attraverso i ritmi, i suoni e la forma d'arte al contempo più universale e più identitaria che esista al mondo: la musica.

Il tabellone del 28° Festival Musicale del Mediterraneo è ricchissimo, con esponenti di spicco dei diversi Paesi e delle differenti culture o filosofie.

Non meno importanti, le cornici in cui si svolgono gli spettacoli, comprendendo alcuni tra i più significativi poli d'attrazione artistica, culturale e naturalistica di Genova, apprezzati a livello mondiale.
Questa combinazione del resto ha già attratto, riferendosi solo agli ultimi anni, decine di migliaia di spettatori che hanno assistito alle esibizioni dell'orchestra multietnica della banda di Piazza Caricamento, le polifonie Zulu, i concerti di musicisti dagli angoli più remoti del mondo.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

 

Il 28° Festival Musicale del Mediterraneo debutterà sabato 31 agosto, dalle ore 17, con la parata e la festa inaugurale tra le vie del centro storico, Certosa.

La festa inaugurale si svolgerà al Museo Castello D’Albertis dalle ore 19 con l’aperitivo EuroAsiatico, EurAsian Music, tibetan bowls e gong con Friedrich Glorian.

La nuova edizione del Festival prevede 13 esibizioni con 5 prime nazionali e 3 europee, di cui 3 prime assolute, 3 produzioni e 2 co-produzioni: incontri, multidiscipline, multicultura e molteplici luoghi dove il Festival, per oltre 20 giorni a settembre, si sviluppa: nel centro città tra musei e antichi palazzi fino alle periferie, svantaggiate e ferite.


Le produzioni riesploreranno, a distanza di oltre 20 anni, le “vie estatiche del sufismo” dei Dervisci di Istanbul in dialogo “rotante” con i danzatori contemporanei di Deos; scopriranno la musica carnatica indiana della violinista virtuosa Jyotsna Srikanth intrecciarsi con le musiche paganiniane; omaggeranno il pensiero del Dalai Lama con le voci, i canti e le danze tibetane; percorreranno le musiche della “via della seta”, con musiche turche, armene, persiane.

Ci saranno co-produzioni, come con l'Associazione Musicaround e la rassegna "La Voce e il Tempo" per le voci dell’Est delle Balkanes.

E ancora, sperimentazioni, tradizioni, incontri (in collaborazione con il Celso) e seminari che daranno il via a Womus, una vera e propria world music school: la voce estrema sciamanica di Sainkho con il chitarrista giapponese Kazuhisa Uchihashi, le rare musiche tradizionali nepalesi degli Night da Kathmandu e le musiche vietnamite di Bach Yen e il noto maestro Tran Quang Hai.

E poi ritmi dalle diverse regioni e tradizioni indiane e il teatrodanza rituale del Kerala di Karunakaran, già attore di Peter Brook.

Ed infine, a conclusione del programma un omaggio a Pina Bausch, simbolo immenso del linguaggio contemporaneo, riportata in scena con un’espressione estrema, euroasiatica, dalle origini giapponesi, che coniuga tradizione e contemporaneità: la danza butoh di Tadashi Endo.

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