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Il Festival Musicale del Mediterraneo, organizzato dall'Associazione Echo Art dal 1992, tra i primi in Italia e in Europa per storicità, è una rassegna internazionale dedicata alla scoperta e alla valorizzazione delle musiche rare e si contraddistingue per le esclusive nazionali, per i programmi focalizzati su temi specifici, per le location prestigiose come il Museo del Castello Dell'Albertis, i giardini di Palazzo Reale e Palazzo del Principe, i cortili dei palazzi storici di Via Garibaldi, Palazzo Ducale, il Porto Antico e le piazze e vie del centro storico di Genova, con concerti ed eventi collaterali a carattere espositivo e workshop.

L’UNESCO da molti anni riconosce e patrocina il Festival per “l’importanza della valorizzazione dei linguaggi e la promozione delle culture dei popoli“.

Al Festival Musicale del Mediterraneo, nei quasi tre decenni di programmi, decine di migliaia di spettatori hanno potuto assistere ad eventi unici e rari: dagli Aborigeni australiani ai Dervisci turchi, dai Tuareg del deserto agli Indios dell’Amazzonia, dai grandi tamburi giapponesi a quelli del Burundi e del Nepal, polifonie Zulu, sarde e corse, incontri tra Antonella Ruggiero e l’orchestra multietnica della Banda di Piazza Caricamento, musiche da tutti i continenti, per tutte le tipologie di pubblico, inclusi eventi per i bambini.

Con il triennio 2018/2019/2020 il Festival Musicale del Mediterraneo giunge verso la meta delle 30 edizioni.

È sempre il tema dell’incontro a fare da focus nei programmi: incontro tra le musiche, unite alla danza e al teatro.

Si parte sempre dal Mediterraneo, crogiolo di culture, mare di transito, di arrivo e di partenze: dopo l'EurAfrica dello scorso anno, sarà EurAsia per il 2019 e EurAmeriche per il 2020, cercando luoghi comuni e differenze, creando luoghi sonori di scambio e di creazione.
EurAsia conterrà 17 spettacoli di cui 10 in prima nazionale e 4 produzioni esclusive. Ci saranno prevalentemente musica , ma anche danza, teatro e arti visive oltre a workshop, incontri ed esposizioni di strumenti e video , eventi speciali come le parate nel centro storico e dj's night dedicate ad un pubblico più giovane.

Il programma si amplia in termini di tempo e numero di spettacoli, distribuendo concerti tra fine agosto e settembre, sempre nelle prestigiose location come i musei, palazzi, cortili, chiostri e raggiungendo le periferie, ferite e disagiate in un’ottica di diffusione e maggior fruizione per un pubblico non abituale.

IL 28° FESTIVAL MUSICALE

DEL MEDITERRANEO

 

L'edizione 2019 del Festival Musicale del Mediterraneo sviluppa l'Eurasia, vasta area nella quale la musica classica e contemporanea, forse più di ogni altro genere, ha nei secoli sviluppato connessioni, aspirazioni ed ispirazioni, ideali e spirituali: dalla “turcheria” mozartiana al minimalismo americano elaborato dalla musica balinese e indiana, l'Occidente ha straordinariamente arricchito i repertori musicali attingendo ed incontrando la musica asiatica.

 

La nuova edizione prevede 13 esibizioni con 5 prime nazionali e 3 europee, di cui 3 prime assolute, 3 produzioni e 2 co-produzioni: incontri, multidiscipline, multicultura e molteplici luoghi dove il Festival, per oltre 20 giorni di settembre, si sviluppa: nel centro della città di Genova  tra musei e antichi palazzi fino alle periferie, svantaggiate e ferite.

Le produzioni riesplorano, a distanza di oltre 20 anni, le “vie estatiche del sufismo” dei Dervisci di Istanbul in dialogo “rotante” con i danzatori contemporanei di Deos; scoprono la musica carnatica indiana della violinista virtuosa Jyotsna Srikanth intrecciarsi con le musiche paganiniane; omaggiano il pensiero del Dalai Lama con le voci, i canti e le danze tibetane; percorreranno le musiche della “via della seta”, con musiche turche, armene, persiane.

Vi sono co-produzioni, come con l'Associazione Musicaround per le voci dell'Est delle Balkanes. E ancora, sperimentazioni, tradizioni, incontri ( in collaborazione con il Celso ) e seminari che danno il via a Womus, una vera e pro-pria world music school: la voce estrema sciamanica di Sainkho con il chitarrista giapponese Kazuhisa Uchihashi, le rare musiche tradi-zionali nepalesi degli Night da Kathmandu e le musiche vietnamite di Bach Yen e il noto maestro Tran Quang Hai.

E poi ritmi dalle diverse regioni e tradizioni indiane e il teatrodanza rituale del Kerala di Karu-nakaran, già attore di Peter Brook.

Ed infine, a conclusione del programma un omaggio a Pina Bausch, simbolo immenso del linguaggio contemporaneo, riportata in scena con un!espressione estrema, euro-asiatica, dalle origini giapponesi, che coniuga tradizione e contemporaneità: la danza butoh di Tadashi Endo.

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